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Il 15enne Federico Cannelonga è tra i pochi in Italia a superare il concorso per la scuola militare “Douhet” dell’Aeronautica di Firenze.

E’ di origini Sanseveresi Federico Cannelonga, il giovane liceale tra i pochi in Italia a superare il concorso per la scuola militare “Douhet” dell’Aeronautica di Firenze.

Sognava d’indossare la divisa da cadetto della scuola militare sin da quando era piccolo. Ora quel sogno è diventato realtà: Federico Cannelonga, 15 anni, ha vinto il concorso – quest’anno ancora più duro, per via della limitazione dei posti causa emergenza sanitaria – per entrare nella prestigiosa scuola “Douhet” dell’Aeronautica, con sede a Firenze, ossia una delle quattro scuole militari italiane (le altre sono Nunziatella di Napoli, Teuliè di Milano e Morosini di Venezia).

Il duro concorso affrontato da Federico, che vive con la famiglia a Pomezia vicino a ROMA, prevedeva inizialmente 27 posti per chi provenisse dalla Scientifico – poi ridotti a 20 in seguito alle limitazioni imposte dalla pandemia.

In Italia, la Douhet è la scuola con meno posti a disposizione, quindi si può anche dire sia piuttosto selettiva.

Ciò nonostante, Federico ha superato brillantemente i test di cultura generale a Guidonia (Roma) e si è poi recato a Milano per sostenere le prime visite mediche presso l’Istituto di Medicina Aerospaziale dell’Aeronautica militare. Infine, test psicoattitudinali e prove fisiche a Firenze.

Ai concorsi per entrare nelle scuole militari hanno partecipato migliaia di ragazzi provenienti da tutt’Italia e tra di essi solo alcuni, come Federico, ce l’hanno fatta.

Gli allievi contraggono una ferma volontaria di tre anni nell’Aeronautica Militare al compimento del 16º anno di età e svolgono attività aeronautiche e militari per favorire un loro futuro eventuale inserimento in servizio permanente effettivo nelle Forze armate italiane, proseguendo gli studi presso l’Accademia Aeronautica in special modo.

Ogni allievo possiede il proprio spadino, emblema dei cadetti militari di ogni forza armata italiana che, assieme alle stellette, simbolo del militare, li contraddistingue dai loro coetanei civili.

La soddisfazione per Papà Ciro e Mamma Antonia (entrambi di San Severo ma trasferiti a Pomezia per motivi professionali), e per lasua prima tifosa, la sorella Francesca si uniscono ad un in bocca al lupo di tutta la redazione del giornale a Federico per l’inizio della sua stupenda avventura, affinchè, un giorno con onore e successo possa servire lo Stato, quindi tutti noi.

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