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ALLE RADICI DI SAN SEVERO CON LO SCRITTORE E STORICO ARMANDO PERNA – NEL SUO ULTIMO LIBRO, LA CITTA’ OCCUPATA NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

Armando Perna è uno scrittore sanguigno, autentico e innamorato della propria terra tanto da dedicare a San Severo e alla Daunia numerose pubblicazioni di carattere storico e antropologico, aprendosi fino alla poesia per cantarne la bellezza – un repertorio che costituisce un vero e proprio patrimonio per la cittadina e la sua identità.

“Ho iniziato a fare ricerche e a scrivere perchè volevo dare alla mia terra una verità diversa da quella raccontata nella macrostoria, in cui le vicende erano riportate a mio avviso in modo non del tutto aderente alla realtà. La microstoria diventava così una grande occasione di riscatto e di ricostruzione di quella verità che spesso sfugge alle pubblicazioni ufficiali, lontane dalle comunità, dai cittadini e dalla loro memoria vissuta.” spiega Armando Perna, con la tenacia che lo contraddistingue e che regge da sempre la sua infaticabile scrittura.

Basati soprattutto su ricerche e documentazioni scritte, sul confronto con docenti universitari e storici, i libri di Perna fanno a meno della memoria orale, del racconto diretto dei superstiti, spesso difficili da trovare, ma non per questo mancano dell’esperienza diretta, con la cronaca di eventi vissuti proprio dallo stesso autore, come narrato nel suo ultimo libro “1940-1946 SAN SEVERO NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE”, pubblicato dalle Edizioni del Rosone, e di cui si ripropone qui ampia video intervista, presente su Youtube https://www.youtube.com/watch?v=3xKN9VFmBJQ&t=2s nell’idea che la “piccola storia” faccia la grande storia.

Nelle pubblicazioni di Perna riecheggia una San Severo sconosciuta ai nostri giorni e alla nostra immaginazione, figlia di una civiltà contadina ed artigiana ormai al muro, insieme ai suoi valori – un mondo quasi archiviato dalla più moderna società del terziario. Illuminante infatti il quadro del centro dauno e del circondario tracciato in SPACCATO DELLA SAN SEVERO CHE FU, pubblicato nel 2008 per la Esseditrice.

Il rapporto tra i sanseveresi e la campagna, la terra da coltivare, l’attesa sempre tradita della distribuzione dei fondi, la forza del latifondo e il suo predominio.

Una San Severo amara, difficile, poverissima, dove mettere tavola era un’impresa, e dove si affacciava la figura del terrazzano, uomo dai mille lavori umili, e quella dello “spigolatore”, che sotto una calura insopportabile si agitava per i campi in cerca di quel che restava tra le spighe di grano già svuotate dalla raccolta, per racimolarne qualche manciata.

Nota dolentissima quella del brigantaggio, succeduto all’unità d’Italia, quando la città subì soprusi e persecuzioni. Bande armate infestavano le campagne e per ben quattro anni taglieggiarono, saccheggiarono e depredarono tutto e tutti. Nato dalle truppe borboniche ormai allo sbando, costituì anche rabbia sanguinaria, reazione e protesta dei poveri contadini del Tavoliere, del Subappennino e del Gargano, che provavano a liberarsi della loro secolare miseria, ammonisce Perna, che continuando a raccontare scivola ad una San Severo ancora precedente, settecenteca, in cui il giardino di campi che oggi è la nostra campagna, frutto di contadini che si sono immolati nella terra per renderla fertile e bella, era invece costituito da steppa ed acquitrini, anche grazie alla volontà di chi imponeva l’uso a pascolo delle terre, senza permettere altra coltura.

Legato alla storia, il rapporto col presente per l’autore non è facile. Non si rivede nei valori e nei disvalori di questa società, e ricorda la dignità con cui si è affrontata la fame e la povertà della seconda guerra mondiale, in un’Italia lontana dal degrado e dal benessere mal vissuto del nostro tempo; anche nel periodo difficile del Corona virus. Plana all’8 settembre la memoria, e all’esplosione delle campane in festa per tutto il paese, quando gli italiani sono ritornati a sognare, a sperare e a cantare finalmente, pure se era ancora un canto amaro – un pò come quello visto sui balconi durante l’inizio di questa pandemia, sottolinea.

Centrale nella sua biografia il volume “San Severo, genealogia di una comunità”, come il ricordo del preside Nino Casiglio, per lui giovane studente esempio di dedizione, e punto di riferimento anche col passare dei decenni.

Importante, conclude l’autore, che le scuole recepiscano la letteratura storica locale e la diffondano tra i più giovani, che hanno bisogno di conoscere le radici per vivere la propria terra con consapevolezza, rispetto e progettualità. Invito rivolto anche ai nostri amministratori, troppo spesso risultati lontani dalla storia della cittadina e del territorio.

I libri di Armando Perna sono presenti in alcune librerie di San Severo ed on line su Amazon.

Biografia dell’autore

Armando Perna è nato nel 1936 a San Severo, dove vive. Insegnante nelle scuole elementari per 40 anni, nel 1980, dal Presidente della Repubblica e dal Ministro della Pubblica Istruzione, è stato insignito del Diploma di Benemerenza di 2a classe con Medaglia d!’Argento al Merito Educativo“…per l’opera particolarmente zelante ed efficace svolta a favore dell’istruzione elementare ed infantile”.

Nel 1988, con la stessa onorevole menzione e dalle stesse Autorità, è stato insignito del Diploma di Benemerenza di la Classe con Medaglia d’Oro al Merito Educativo.

E’ Accademico di Classe dell’Accademia Internazionale dei Micenei di Reggio Calabria, è Accademico Onorario de Il Richiamo di Foggia, è socio della sezione locale dell’Associazione di Storia Patria per la Puglia.

E’ vincitore di numerosi premi letterari per la poesia e la narrativA

Ha pubblicato le seguenti opere: San Severo ed il Tavoliere, 1984; Veroni a sera, 1993;

Viaggio esoterico nella Daunia Antica, 1999; Giochi all’aperto, 2002;  Note ed approfondimenti sulla storia della città di San Severo, 2005; Spaccato sulla San Severo che fu, prima e dopo il 1860, San Severo, 2008; San Severo, radici e percorsi, 2009; San Severo, genealogia di una Comunità, 2012, La Daunia Arcacia, 2014.

Ha inoltre collaborato con articoli di varia cultura alle seguenti testate giornalistiche: Il tempo di Roma, Sud Express di Foggia, Il Giornale di San Severo, Notiziario Archeologico del Centro Studi Sanseveresi, Voci Nostre del 26° Distretto Scolastico, Capitanata Nuova di Foggia, Il Richiamo di Foggia, ed ha curato la storiografia locale per gli Atti del Convegno Comunale Quale Statuto per San Severo? del 1991.

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