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UN GRANDE PREDICATORE CAPPUCCINO DEL ‘500

San GIOVANNI PAOLO II nella Bolla di indizione del Grande Giubileo dell’anno 2000 “Incarnations Mysterium”, invitava la Chiesa a riscoprire figure di laici, di sacerdoti, di cappuccini che avevano vissuto in modo mirabile il dono della fede, perché diventassero modello di santità per tutti i credenti. Tra queste figure spicca PADRE MATTEO DA AGNONE, cappuccino della Religiosa Provincia di Foggia, vissuto tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600. Matteo da Agnone, al secolo Prospero Lolli, nacque ad Agnone (Is) nel 1563. Ricevette dai genitori una buona educazione cristiana. Compì gli studi di Filosofia e Medicina all’Università di Napoli. L’uccisione di un suo compagno di scuola, Donatantonio Cellillo, avvenuta per cause accidentali, mentre maneggiava un’arma da fuoco, fu la “scintilla” che indusse Padre Matteo a farsi cappuccino, quasi per espiare il delitto commesso. L’episodio ha molte analogie con la storia di Padre Cristoforo dei “Promessi Sposi” di A. Manzoni, fattosi frate cappuccino a seguito di un duello, nel quale rimase ucciso il “nemico”.
Padre Matteo da Agnone fu grande teologo e fine predicatore del suo tempo. Convinto assertore dell’Assunzione della Beata Vergine Maria e della Regalità di Gesù Cristo, il cappuccino di Agnone ci ha lasciato pagine mirabili, raccolte nel “Fasciculus Myrrae”, in tre volumi, trascritto e commentato da PADRE CIPRIANO DE MEO, vice postulatore della Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio, Padre Matteo da Agnone. Gli scritti, pensieri, riflessioni e sermoni tenuti dal Cappuccino nel corso del suo ministero, dimostrano la solida cultura teologica e filosofica di Padre Matteo, non comune ai predicatori del suo tempo. Fu anche esorcista.
Morì a Serracapriola il 31 ottobre del 1616. Le sue ossa riposano nel Convento “Maria SS. delle Grazie” dei Padri Cappuccini di Serracapriola.
Il 24 aprile 1984, Mons. Angelo Criscito, Vescovo di San Severo, dava inizio al Processo Informativo Diocesano, mentre il 19 giugno 1996, nella Cattedrale di San Severo, Mons. Silvio Cesare Bonicelli, introduceva la Causa di Beatificazione e Canonizzazione di Padre Matteo, alla presenza delle autorità civili e religiose della provincia di Foggia e di Agnone, sua città natale.
Tra le pubblicazioni su Padre Matteo da Agnone, finora edite figurano: P. Cipriano de Meo “Un santo senza altare”, Foggia, 1982; P. Cipriano de Meo, “Stelle filanti”, Foggia, 1994; “Fasciculus Myrrae hinc inde collectus, per Fratem Mattheum Anglonensem predicatorem cappuccinum”, a cura di P. Cipriano de Meo, Foggia, 1996, 3 voll; “Atti della Settimana di Studi sulla Spiritualità di P. Matteo da Agnone”, Foggia, 2000.
Organo ufficiale era la rivista quadrimestrale “Il servo di Dio Padre Matteo da Agnone”, curata dal compianto vice postulatore, Padre Cipriano de Meo, che negli ultimi anni della sua vita, si è speso molto per la Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio, le cui spoglie mortali sono collocate a lato dell’altare maggiore del Convento dei Padri Cappuccini di Serracapriola e, meta di numerosi pellegrinaggi. L’attuale vice postulatore è Fra Antonio Tartaglia del convento dei Padri cappuccini di Isernia.

fonte lagazzettadisansevero.it

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