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TEATRO – LE CINQUE GIORNATE DI SAN SEVERO. AL VERDI SBANCA “PUR’ A NATEL’ STA RAPERT’ U’ SP’DEL”

Cinque giorni di cultura popolare, di comicità e di ottimo teatro sanseverese, quelli andati in scena a cavallo di Natale 2023, con Pur’ a Natel’ sta rapert’ u’ sp’del’, commedia in due atti di Mauro Valente (per la Calma apparente SRL), diretta da Luigi Zampino, che ancora una volta conquista il grande pubblico sanseverese, con ben cinque sold out annunciati sin da ottobre scorso.
Un teatro tutto da vivere, grazie alla forza della commedia dialettale ed alla bravura degli attori: ormai un cast affermato, che ha visto nei panni dei diversi personaggi Luigi Minischetti, Marco Albanese, Mariangela di Luzio, Luisa Iesu, Paolo Leggieri, Vincenzo Lucchese, Leonardo Manzaro, Daniele Matranga, Domenico Mitolo, Milena Murano, Valter Presutto, Antonio Rinaldi, Luigi Schingo, Luigi Zampino. Aiuto regia Michele Niro, scenografie Luigi De Nisi, musiche Nazario Tartaglione, segretario di produzione Alessandro Florio, assistente di scena Eliano Bellotti. Preziosa l’organizzazione teatrale di Felice Miranda. Bella la realizzazione del libretto di presentazione dell’opera e del cast.
Una commedia che ha saputo parlare al cuore, sempre tenendo al centro l’intrattenimento, regalando risate e buonumore senza freni, pur attraversando insieme alla simpatia dei sanseveresi, vizi e consuetudini che disegnano un profilo cittadino e meridionale senz’altro da rivedere, ma in cui alla fine non si perde speranza ed umanità.
Un successo della squadra e non del singolo. Una formula creata in anni di scrittura e messe in scena, che ha portato ad una solida intesa tra autore, attori e pubblico. Tanto il lavoro dietro le quinte, per giungere ad una rappresentazione che vede il teatro Verdi cornice ideale e che strizza sempre più l’occhio anche ai paesi limitrofi.
Un’opera che conferma la ricchezza della scena artistica e culturale made in San Severo (già provata dalle precedenti commedie di Mauro Valente, U’ Succurz’ e A’ Zuppett’, che hanno portato in teatro ben 4.000 spettatori in pochi mesi) e che raccoglie il plauso di un pubblico aperto ed eterogeneo, accorso anche dalle vicine cittadine, che ha saputo apprezzare un teatro popolare nuovo, capace di contenere espressioni dei nostri tempi, di una modernità inattesa e spesso lontana dalla tradizione, ma che ad essa viene ricondotta dalla sapiente narrazione e forza scenica.
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