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STAGIONE TEATRALE: MARTEDÌ 9 GENNAIO AL TEATRO VERDI DI SAN SEVERO “CAFONI” CON MICHELE DE VIRGILIO.

Riprende la stagione teatrale 2023 – 2024 organizzata dal Comune di San Severo – Assessorato alla Cultura, in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese.

Martedì 9 gennaio 2024 (porta ore 20,30, sipario ore 21,00) va in scena CAFONI. Un racconto musicale di e con Michele De Virgilio cui è affidata anche la regia.

“Abbiamo inserito lo spettacolo CAFONI nella stagione del nostro Teatro Verdi perché trova ispirazione – dichiarano il Sindaco Francesco Miglio e l’Assessore alla Cultura Celeste Iacovino – in un fatto di cronaca realmente accaduto in Capitanata. Il testo, ironico e graffiante – sostenuto da musiche popolari originali suonate dal vivo da tre musicisti che accompagnano, facendo da metronomo, le parole dell’attore – è un omaggio ai cafoni di ieri e di oggi uniti da un triste destino di povertà e miseria. Con il suo particolare stile sospeso tra verità, lirismo e raffinata drammaturgia, De Virgilio ci racconta una storia drammatica senza cadere nella drammaticità”.

Lo spettacolo è un racconto in cui si mescolano ricordi di amore e di vita vissuta e in cui si inserisce il fatto di cronaca: l’uccisione di un bracciante polacco. La musica accompagna questa storia ed è la protagonista assoluta con tutta la sua carica. È una testimonianza fortissima sulla dignità, sulla solidarietà e sulla caparbietà tutta femminile di chiudere un cerchio. Il pubblico avrà modo anche di ridere. Quello che gli attori intendono raccontare è il bracciantato, ma senza quella carica drammatica che accompagna questi temi. I due attori che accompagnano Michele De Virgilio sono il coro dello spettacolo, sono il movimento delle parole del narratore. La produzione è interamente frutto delle sinergie di questo territorio: Cast, musicisti, tecnici, maestranze e produzione a dimostrazione che si può fare teatro anche nella nostra Provincia.

CAFONI. Testi di Michele De Virgilio e Mario De Vivo Con: Michele De Virgilio, Stefano Corsi, Simona Ianigro. Musiche originali: Antonio Cicoria. Contrabbasso: Giovanni Mastrangelo. Suono percussione e tastiera Antonio Cicoria. Chitarra: Aurora Corcio. Produzione: Teatro della Polvere – produzioni AVL. Disegno luci: Aldo Bux. Video e cura del suono: Andrea Pontone.

In un piccolo paese del Tavoliere della Puglia, come ogni mattina, un’anziana bracciante si cinge il capo con un fazzoletto nero, si chiude la porta di casa alle spalle salutando una foto di Giuseppe Di Vittorio e s’incammina lungo viale del paese, stringendo un mazzo fiori freschi tra le mani: va verso il cimitero. Ci va ogni giorno sulla tomba del marito, perché, come dice la donna, da quando lui è morto, lei si sente come una sedia senza una gamba. Ma una mattina, deviando dal solito percorso tra i viali del campo santo, la donna si accorge che in un angolo di terra sconquassato era sta piantata una croce che non aveva mai visto prima, su cui qualcuno con un pennarello nero aveva scritto: sconosciuto. E nient’altro. Incuriosita, l’anziana bracciante si reca dal custode che le dice che sotto quella croce era stato seppellito un ragazzo straniero, probabilmente un bracciante stagionale, che era stato trovato vicino ad un campo, con la testa schiacciata dalla ruota di un camion. Il corpo martoriato di quel ragazzo era stato tenuto per tre mesi in una cella frigorifera dell’ospedale e, mentre le indagini dei carabinieri non arrivavano a nessuna soluzione, era stato disposto che fosse seppellito, così: “come un cane”. Al racconto del custode, nell’anziana bracciante riaffiorano i ricordi delle umiliazioni subite nei campi e in un gesto di pietà, tra l’incredulità dei compaesani, decide di dare una sepoltura da “cristiano” al quel ragazzo, vittima del nuovo caporalato, trasformando la tomba di uno sconosciuto in un sacrario dedicato ai caduti nella guerra nei campi.

CREDITI FOTO SAMUELE ROMANO

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