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IL LICEO CHECCHIA RISPOLI-TONDI CELEBRA LA “GIORNATA NAZIONALE DELLA CURA DELLE PERSONE E DEL PIANETA”

Il Liceo “Checchia Rispoli-Tondi” aderisce alla Rete Nazionale delle Scuole Per La Pace e anche
quest’anno ha partecipato alla “Giornata Nazionale della Cura delle persone e del pianeta”, promossa
dalla Fondazione Perugi-Assisi per la Cultura della Pace, dalla Rete Nazionale delle Scuole di Pace,
dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani e dal Centro Diritti
Umani “Antonio Papisca” dell’Università di Padova in collaborazione con Equal Care Day 2024.
La Giornata della Cura delle persone e del pianeta è parte integrante del Programma Nazionale di
educazione civica “Trasformiamo il futuro. Per la pace-Con la cura 2023-2024”, che si propone
di educare le giovani generazioni alla cura come strumento concreto di pace e di trasformazione del
futuro.
Dunque, una giornata importante per riflettere, come persone, come comunità, come cittadini e come
istituzioni, sull’importanza della cura e del diritto alla cura.
“La cura è un diritto umano, costituzionale e universale, che va rispettato, attuato, organizzato e
finanziato. Con questa consapevolezza, il Liceo “Checchia Rispoli-Tondi”, partendo dal ruolo e
dalla responsabilità che ha la scuola, in qualità di comunità educante, nel formare giovani
responsabili capaci di creare una società giusta, solidale, rispettosa, che promuove una cultura di
pace, ha voluto utilizzare questa giornata per riflettere sulla necessità della cura: dei più fragili e
vulnerabili, degli anziani e delle persone e famiglie in difficoltà economiche, delle donne vittime
violenza, delle dell’ambiente e dei beni comuni, dei popoli in guerra (a Gaza, in Ucraina e nel resto
del mondo), ai migranti, alle persone perseguitate dall’oppressione, dalla miseria e dalle catastrofi
ambientali. – afferma la prof.ssa Maria CALABRESE, referente d’Istituto presso la Rete di Scuole
per la Pace e organizzatrice dell’iniziativa. – Il concetto di cura e quello di Pace, non sono due tra
loro: si arriva alla pace avendo cura di sé e degli altri. L’altro, qualsiasi altro (profugo, malato,
fragile, chi fugge da guerre, chi deve scontare una pena), è importante, ha una dignità e un valore
immenso, pertanto la sola cosa giusta da fare sempre è aver cura di tutti nel modo in cui sappiamo e
possiamo farlo, solo cosi la parola pace non resta vuota, riprende il suo significato e diventa
qualcosa di raggiungibile o almeno una meta a cui possiamo tendere”.
Per celebrare questa giornata gli studenti del Liceo del terzo anno che seguono il percorso della
Curvatura Biomedica e una classe seconda del Liceo scientifico che sta seguendo il programma
“Trasformiamo il futuro. Per la pace-Con la cura 2023-2024” hanno incontrato il gruppo di volontari
dell’associazione Emergency di San Giovanni Rotondo, associazione italiana indipendente e neutrale,
nata nel 1994 per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime delle guerre,
delle mine antiuomo e della povertà. Promuove una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti
umani.
All’incontro gli studenti sono stati sensibilizzati ai temi trattati, attraverso la lettura di alcuni libri di
Gino Strada e hanno partecipato attivamente e con grande interesse. Gli studenti Francesca Lombardi
e Francesco D’Apote, della classe 2^ B scientifico, hanno preparato una presentazione in Power Point
e hanno letto alcuni brani tratti dai libri “Pappagalli verdi” e “Una persona alla volta”, entrambi scritti
da Gino Strada, fondatore di Emergency.
“E noi, ragazzi come tanti altri abituati a far sentire la nostra voce con proteste, marce e iniziative
didattiche, cosa possiamo fare per il mondo? Essere gentili, aiutare e sostenere i migranti di guerra,
perché solo Dio sa cosa si prova a lasciare tutto per paura e arrivare nell’ignoto, donare e diventare
volontari, ma anche solo presenziare ad eventi come quello di oggi che ci rendono più consapevoli
rispetto a tutte le atrocità che accadono là fuori, più umani verso tutte le vittime innocenti delle
decisioni prese dai potenti che rimangono protetti nelle loro mura inespugnabili. Il solo essere qui,
oggi, è un segno di speranza, la speranza siamo noi. Facciamoci sentire”
Questa la riflessione conclusiva dell’incontro, affidata alle parole della studentessa Francesca
Lombardi, che voleva essere anche un invito, rivolto a tutti i giovani, a impegnarsi in prima persona
per diventare costruttori di pace.

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