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GIORNATA DELLE MEMORIA: ALLA BIBLIOTECA MINUZIANO ALLESTITO UNO SPAZIO DEDICATO AI LIBRI.

L’Assessorato alla Cultura e alla Pubblica Istruzione, in collaborazione con la Biblioteca Comunale “Alessandro Minuziano”, nell’ambito della programmazione dedicata al “Giorno della Memoria” giornata internazionale per la commemorazione delle vittime dell’Olocausto del prossimo 27 gennaio, ha previsto, presso la sede della Biblioteca l’allestimento, a partire da domani, giovedì 20 gennaio 2022, di uno spazio dedicato alla produzione bibliografica sull’argomento.

Attraverso la promozione della lettura, il “Giorno della Memoria” diventa anche un appuntamento letterario che garantisce il presidio dei valori della memoria, a beneficio soprattutto delle scuole, sul presupposto che la letteratura rappresenta un valido strumento per conoscere un evento che potrà evitare di ripetersi solo se riusciremo ad avere cittadini informati del passato e capaci di senso critico.

“E’ un preciso nostro dovere – dichiarano il Sindaco Francesco Miglio e l’Assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione Celeste Iacovino – sia come cittadini che come rappresentanti istituzionali mettere in atto ogni strumento utile per non dimenticare il passato e trasmettere il valore della GIORNATA DELLA MEMORIA ai nostri giovani. Nessuno deve dimenticare gli orrori del secolo scorso, vogliamo e possiamo creare nei nostri giovani un “ricordo”, una “memoria” di quelle che sono le pagine più buie, drammatiche ed orribili della Storia dell’Umanità, affinchè il passato resti passato e non si ripeta più”.

Consigli di lettura per bambini da 6 a 13 anni

CHE COS’E’ L’ANTISEMITISMO di Lia Levi

Piemme, 2018

“Perché ce l’hanno sempre avuta con gli ebrei?”, “Che cos’è la Shoà?”, “È vero che tutti gli ebrei sono ricchi?”. Durante i suoi incontri con i ragazzi, Lia Levi si è sentita rivolgere tante domande sugli ebrei, l’ebraismo e l’antisemitismo. In questo libro ne ha scelte venti tra le più significative, a cui risponde con chiarezza e semplicità.

LA PERFIDA ESTER di Lia Levi

Mondadori, 2017

È una storia realmente successa in una scuola ebraica in Italia negli anni dal 1941 al 1943, durante le leggi antisemitiche promulgate dal fascismo e racconta le vicende accadute alla classe V B. Età di lettura: da 8 anni.

UNA VALLE PIENA DI STELLE di Lia Levi

Mondadori, 2010

Brunisa ha tredici anni e pensa che il destino le abbia fatto fin troppi dispetti: prima un nome stravagante, poi le leggi razziali di Mussolini e adesso la guerra che devasta l’Europa e mette in pericolo le vite di milioni di ebrei come lei. Suo padre, però, non si rassegna, e decide di affrontare con i suoi un viaggio clandestino per portarli oltre il confine svizzero, in una valle “piena di stelle”. Ma il pericolo cresce a ogni passo e non sarà così semplice… Età di lettura: da 11 anni.

L’AMICO RITROVATO di Fred Uhlman

Feltrinelli, 2013

«Tutto ciò che sapevo, allora, era che sarebbe diventato mio amico.» Germania, 1933. Due sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva. Uno è figlio di un medico ebreo, l’altro è di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce un’amicizia del cuore, un’intesa perfetta e magica. Riuscirà a non essere spezzata dalla Storia? Racconto di straordinaria finezza e suggestione, «L’amico ritrovato» è apparso nel 1971 negli Stati Uniti ed è poi stato pubblicato in tutto il mondo con unanime, travolgente successo di pubblico e critica. «Un’opera letteraria rara», lo ha definito George Steiner sul “New Yorker”. «Un capolavoro», ha scritto Arthur Koestler nell’introduzione all’edizione inglese del 1976. «Un libro che assilla la memoria… una gemma», «Un racconto magistrale», hanno fatto eco “The Sunday Express” e “The Financial Times” di Londra. E infine “Le Monde” di Parigi: «Uno dei testi più densi e più puri sugli anni del nazismo in Germania… Tra i romanzi più belli che si possano raccomandare ai lettori, dai dodici anni in su. Senza esitazione».

LA PORTINAIA APOLLONIA di Lia Levi

Orecchio Acerbo, 2006

“Questa è la storia di un bambino che si chiamava Daniel e di una portinaia di nome Apollonia. La portinaia Apollonia portava occhiali con i vetri grossi. I suoi occhi sembravano pesci grigi in un acquario”. Autunno 1943. Un bambino ebreo e una città dove comandano i soldati cattivi. Papà non c’è. Mamma lavora a casa e Daniel deve correre a fare la fila per comprare da mangiare. Ma è la portinaia Apollonia, di sicuro una strega, a spaventarlo più di tutto. Finché un giorno… Il volume è qui presentato in una nuova edizione. Età di lettura: da 6 anni.

FU STELLA di Matteo Corradini

Lapis Edizioni, 2019

Nel progetto di sterminio attuato dalla Germania nazista e dai suoi alleati tra il 1935 e il 1945, molti ebrei vennero costretti a cucire sopra i vestiti una stella a sei punte di stoffa gialla. Milioni di stelle hanno seguito il destino dei loro proprietari e spesso sono state le uniche testimoni di ciò che oggi chiamiamo Shoah. La stella, dunque, diviene voce narrante di questo albo di rime e illustrazioni. Pagina dopo pagina, la stella del bambino e della bambina, del rabbino, della violinista, della professoressa, del libraio…

IL VOLO DI SARA di Lorenza Farina

Fatatrac,2011

L’incontro lieve tra una bambina e un pettirosso è il tema di questo straordinario testo di Lorenza Farina. Se aggiungiamo il contesto storico in cui si inquadra, un campo di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale, e le immagini di una delle illustratrici più intense del panorama italiano, Sonia Possentini, ne esce un insieme di potenza e lirismo unici.
Il piccolo pettirosso deciderà di portare con sé questa nuova amica dal nastro azzurro tra i capelli, perché la Shoah e i campi di concentramento sono cosa troppo crudele per una bambina.

Consigli di lettura dai 13 anni

Diario 1941-1943

di Etty Hillesum

Un “cuore pensante” testimonia la propria fine in un campo di concentramento. Accanto al Diario di Anna Frank, uno dei documenti indispensabili sulla persecuzione degli ebrei. “Se Etty insiste a ripeterci che tutto è bello, è perché un’ebraica volontà di vivere fino in fondo vuole questo in lei. Un rivestimento ideale, poetico, ricopre in lei la solida, l’irriducibile, l’intima forza ebraica” (Sergio Quinzio).

IL RAZZISMO IN EUROPA. DALLE ORIGINI ALL’OLOCAUSTO

di George L.Mosse

Individuate le radici del razzismo nell’ambiente culturale illuministico, nel naturalismo scientifico come nel pietismo religioso, Mosse ne segue il diramarsi nei vari movimenti letterari, scientifici, politici nell’Europa dell’Ottocento e del Novecento, fino a ricostruire le tappe e i modi in cui i nazisti arrivarono alle esecuzioni in massa degli ebrei. Mosse è stato uno storico del nazismo e del fascismo, di cui ha contribuito a rinnovare l’interpretazione. Ha insegnato nell’Università di Madison (Wisconsin) e nell’Università ebraica di Gerusalemme.

GLI UOMINI DEL NAZISMO

Collana di Storia contemporanea

Fascicolo n. 12 introdotto da Michele Tito, della collana di Storia Contemporanea” I grandi nomi del XX Secolo “, pubblicato nel 1974 dall’Istituto Geografico De Agostini ” di Novara, collezione diretta da Enzo Biagi. Brossura paperback, copertina rigida plastificata illustrata in policromia a tutta pagina segnata da comuni mende da scaffale e da conservazione, tuttavia in buone condizioni, l’interno del volume, impreziosito da un’imponente apparato illustrativo e storico – documentale, presenta carte appena ingiallite ai margini, ma comunque perfettamente fruibili.

DEPORTATI ITALIANI NEL LAGER DI MAJDANEK

di Antonella Filippi – Lino Ferracin

Tra la fine del 1943 e il ’44, nella Polonia occupata dalle truppe tedesche, molti deportati italiani – in gran parte militari – furono imprigionati nel lager di Majdanek, vicino a Lublino; gli autori del libro ne hanno identificati, partendo dai documenti conservati nel Museo del campo, ben 227, a ognuno dei quali hanno dedicato una scheda biografica che ne ricostruisce i percorsi attraverso il sistema concentrazionario nazista. Dopo la descrizione, nel contributo al volume di Tomasz Kranz – attuale direttore del Museo di Majdanek -, della storia di questo importante lager, un capitolo è dedicato all’analisi dei trasporti dei deportati (dall’Italia e tra i campi di prigionia in Germania e nei Paesi occupati), di alcune decine dei quali vengono poi approfondite le vicende in base alle testimonianze che è stato possibile ritrovare. Segue la ricostruzione della conoscenza di Majdanek in Italia; infine sono proposte al lettore le memorie di Carmelo Arno Marino, uno dei pochi che riuscirono a fare ritorno e che ci ha lasciato, in un testo di estrema vivezza, la descrizione di una vicenda esemplare della deportazione. Il libro è corredato dalle riproduzioni di documenti e fotografie.

Auschwitz. I nazisti e la soluzione finale

 di Laurence Rees

Uno studioso e documentarista ricostruisce in queste pagine l’origine e il funzionamento della più tristemente celebre macchina di morte nazista, Auschwitz, che diventa il punto di partenza per esaminare l’Olocausto in tutte le sue implicazioni. In particolare, Rees si sofferma ad analizzare le motivazioni e la mentalità dei maggiori criminali nazisti, grazie a una serie di preziose interviste rilasciate dai protagonisti, ai resoconti delle SS e ai documenti resi disponibili dagli archivi russi. Il risultato è un saggio che non esita ad affrontare anche questioni «scomode», come la corruzione diffusa tra i prigionieri, la presenza di bordelli, le complici mancanze dei Paesi occupati o l’imbarazzante silenzio degli Alleati, che sapevano dei campi.

Diario

di Anne Frank

Quando Anne inizia il suo diario, nel giugno 1942, ha appena compiuto tredici anni. Poche pagine, e all’immagine della scuola, dei compagni e di amori più o meno immaginari, si sostituisce la storia della lunga clandestinità: giornate passate a pelare patate, recitare poesie, leggere, scrivere, litigare, aspettare, temere il peggio. “Vedo noi otto nell’alloggio segreto come se fossimo un pezzetto di cielo azzurro circondati da nubi nere di pioggia”, ha il coraggio di scrivere Anne. Obbedendo a una sicura vocazione di scrittrice, Anne ha voluto e saputo lasciare testimonianza di sé e dell’esperienza degli altri clandestini. La prima edizione del Diario subì tuttavia non pochi tagli, ritocchi, variazioni. Ora il testo è stato restituito alla sua integrità originale, e ci consegna un’immagine nuova: quella di una ragazza vera e viva, ironica, passionale, irriverente, animata da un’allegra voglia di vivere, già adulta nelle sue riflessioni. Questa edizione, a cura di Frediano Sessi – ora arricchita di una nuova prefazione di Eraldo Affinati – offre anche una ricostruzione degli ultimi mesi della vita di Anne e della sorella Margot, sulla base di testimonianze e documenti raccolti in questi anni.

Auschwitz. Ero il numero 220543

 di Denis Avey

Nel 1944 Denis Avey, un soldato britannico che stava combattendo nel Nord Africa, viene catturato dai tedeschi e spedito in un campo di lavoro per prigionieri. Durante il giorno si trova a lavorare insieme ai detenuti del campo vicino chiamato Auschwitz. Inorridito dai racconti che ascolta, Denis è determinato a scoprire qualcosa in più. Così trova il modo di fare uno scambio di persone: consegna la sua uniforme inglese a un prigioniero di Auschwitz e si fa passare per lui. Uno scambio che significa nuova vita per il prigioniero mentre per Denis segna l’ingresso nell’orrore, ma gli concede anche la possibilità di raccogliere testimonianze su ciò che accade nel lager. Quando milioni di persone avrebbero dato qualsiasi cosa per uscirne, lui, coraggiosamente, vi fece ingresso, per testimoniare un giorno la verità. La storia è stata resa pubblica per la prima volta da un giornalista della BBC, Rob Broomby, nel novembre 2009. Grazie a lui Denis ha potuto incontrare la sorella del giovane ebreo che salvò dal campo. Nel marzo del 2010, con una cerimonia presso la residenza del Primo ministro del Regno Unito, è stato insignito della medaglia come “eroe dell’Olocausto”.

 

SAN SEVERO, 19 gennaio 2022

                                                                        Il Responsabile Ufficio Stampa

                                                                              dott. Michele Princigallo

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