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Assemblea nazionale ANCI: Decaro “ i Comuni e i Sindaci, continueranno a essere un punto di riferimento certo per i cittadini”

Il presidente Antonio Decaro interviene in apertura dellla XXXVIII Assemblea Anci che si tiene a Parma dal 9 all’11 novembre.
Circa 2500 tra sindaci e amministratori comunali partecipanti.

Sarà un’assemblea speciale, perché sarà finalmente un’assemblea normale”. Così il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, ha aperto alla presenza di oltre 2000 sindaci in fascia tricolore la propria relazione introduttiva all’Assemblea nazionale dell’associazione, a Parma, riferendosi al ritorno agli eventi in presenza “anche se noi per primi dobbiamo continuare a rispettare le restrizioni necessarie a uscire dall’emergenza Covid”. Decaro ha ricordato gli amministratori locali caduti a causa del Covid durante la pandemia e ha ringraziato tutti i cittadini che stanno contribuendo a fuoriuscire dall’emergenza “per la loro disponibilità al sacrificio e alla disciplina, quando c’era da difendersi. E per il loro coraggio e la loro determinazione quando c’è stato da rialzarsi e ricominciare”.
Decaro ha citato gli ottimi risultati della campagna vaccinale, la cooperazione fra le istituzioni centrali e locali, e in particolare ha voluto ringraziare gli stessi sindaci e tutto il personale delle amministrazioni comunali.
“Vi ringrazio – ha detto Decaro rivolto ai sindaci – perché ci siete stati, perché vi siete presi delle responsabilità, quelle vostre e quelle non vostre, pur di portare la nostra gente fuori da una tragedia violenta e inaspettata, di fronte alla quale tutto il mondo era impreparato. Grazie – ha continuato il presidente dell’Anci – perché non avete mollato, mai, neanche quando il suono delle sirene era assordante. Neanche quando, come spesso accade ai sindaci, siamo diventati il capro espiatorio di colpe e responsabilità che nessuno voleva assumersi”.
Un saluto particolare Decaro lo ha voluto rivolgere al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, seduto in platea. “Grazie Presidente, a lei va il nostro abbraccio e il nostro più caloroso saluto – ha detto Decaro – grazie per essere per noi e per il Paese intero, un riferimento morale e istituzionale. Grazie per la guida forte e gentile che ha saputo esercitare, grazie per essere entrato nelle case di tutti gli italiani e averci fatto sentire tutti uguali anche nelle piccole difficoltà quotidiane”.
Decaro ha riconosciuto al Capo dello Stato l’attenzione costante alle esigenze rappresentate dai sindaci, citando alcune fra le visite più significative di Mattarella, come quelle presso i Comuni colpiti dal sisma del 2016 o quella a Codogno per la commemorazione delle vittime del Covid.
Decaro ha definito il governo Draghi “un interlocutore attento” e ha elencato i risultati della collaborazione fra autorità centrali e locali per tamponare gli effetti economici della pandemia: “Un massiccio intervento di sostegno economico agli enti locali ha assicurato in questi due anni la tenuta non solo dei bilanci dei Comuni ma, anche, della convivenza e della coesione sociale, messe a rischio dalla crisi pandemica. Sette miliardi di contributi sono stati stanziati nel 2020, e altri quattro nel 2021”.
“L’uscita dalla crisi – ha però avvertito il presidente dell’Anci – non può ridursi al ripristino della situazione preesistente, ma deve delineare le condizioni per rafforzare il ruolo dei Comuni e ridurre il divario, soprattutto finanziario, tra gli enti, che tuttora rischia di separare irrimediabilmente chi “ce la fa” da chi “non ce la fa”: una distanza riconducibile non solo alla tradizionale dualità nord-sud, ma che coinvolge trasversalmente i Comuni variamente distribuiti sul territorio nazionale”.

Decaro ha citato alcuni contenuti positivi della Legge di Bilancio che va in discussione in Parlamento: 300 milioni di euro dal recupero progressivo del taglio del decreto legge 66, altri 100 milioni per rafforzare la gestione degli asili nido e 49 milioni per la spesa sui servizi sociali, “con la garanzia che nessun Comune perderà risorse nel riparto del Fondo di solidarietà comunale”. E poi un fondo di risorse correnti dedicato ai piccoli comuni svantaggiati dal punto di vista finanziario, la rivisitazione delle norme su dissesto e predissesto, uno stanziamento per interventi di manutenzione stradale e un rifinanziamento del fondo progettazione.
“Tutti i dati ci dicono che gli investimenti comunali hanno ripreso a correre e anche nel 2020, nonostante la pandemia si è, addirittura, registrato un lieve aumento rispetto al 2019. Nel 2021 abbiamo un +23% nel primo semestre destinato a crescere ulteriormente su base annua. Dunque le premesse – ha concluso Decaro – sono buone, ma il volume degli investimenti comunali deve crescere di più per essere all’altezza degli obiettivi richiesti dal PNRR tra il 2022 e il 2026: almeno 15 miliardi annui in termini di cassa per l’intero periodo”.
Nel dare il benvenuto “alle sindache, ai sindaci e a tutti gli amministratori eletti nell’ultima tornata amministrativa”, Decaro li ha invitati a prepararsi “a caricarvi degli oneri e a dimenticare gli onori” e ha introdotto il tema dei fattori che contribuiscono a indebolire la figura dell’amministratore pubblico. ”Abituatevi ad avere sempre addosso gli occhi e le parole dei vostri cittadini – ha ammonito il presidente dell’Anci – perché loro sono i nostri controllori, i nostri interlocutori, i nostri giudici. Con loro noi sindaci stipuliamo un patto d’onore e cerchiamo di onorarlo sempre e comunque. È per questo che chiediamo rispetto”.
Il riferimento è alla questione che Decaro definisce di “dignità” del ruolo degli amministratori: “Noi non rivendichiamo privilegi. Noi vogliamo vedere riconosciuto il nostro lavoro! Quello che noi sindaci svolgiamo ogni giorno, con tenacia, passione e sacrificio. Un impegno quotidiano che merita di essere valorizzato e tutelato”. I temi sono la candidabilità dei sindaci per le elezioni politiche (“Chiedere ai sindaci di dimettersi sei mesi prima delle elezioni politiche per candidarsi al Parlamento, lasciando le proprie comunità senza guida, per noi è un paradosso e per i cittadini rischia di apparire come un tradimento”), il limite dei due mandati come sindaco (“Stiamo seguendo con grande attenzione il dibattito in Parlamento sulla possibilità di un terzo mandato, perché crediamo sia giusto garantire ai cittadini un sindaco, una guida e un punto di riferimento”), del trattamento economico dei sindaci e soprattutto, infine, dei rischi di conseguenze penali ai quali gli amministratori vanno incontro anche con i loro atti più ordinari.
Commentando il video con l’ex sindaco di Lodi, Simone Uggetti, che descrive la propria vicenda giudiziaria, Decaro ha detto: “Così accade per la maggior parte dei nostri colleghi indagati per abuso d’ufficio. Titoloni e clamore mediatico all’arrivo dell’avviso di garanzia. Totale indifferenza quando arriva l’assoluzione. E nel mezzo ci sono le vite delle persone, delle loro famiglie, spesso compromesse, umiliate, distrutte”. “Bisogna trovare un antidoto efficace per arrestare il fenomeno della paura della firma e della burocrazia difensiva – ha aggiunto il Presidente dell’Anci – perché se un sindaco ha paura di firmare un atto che serve a costruire una scuola, ad autorizzare un concerto, a piantare mille alberi in un parco, non è lui che perde. È il Paese che perde. E con il Paese, tutti i suoi cittadini”.
A proposito del PNRR (“il piano di investimenti più importante della storia repubblicana”), Decaro ha invitato i sindaci presenti a Parma al massimo sforzo per contribuire alla riuscita del Piano: “Perché io non voglio tornare all’Italia del 2019. Io voglio pensare, oggi, all’Italia del 2030. Una Italia più forte, più giusta, più verde, più sostenibile. Io voglio immaginare insieme a voi una Italia migliore di come l’abbiamo lasciata nel 2019”.

Su un totale di 222 miliardi di euro tra fondi europei e fondi nazionali, le risorse per investimenti la cui realizzazione è assegnata a Comuni ammontano a oltre 40 miliardi – ha detto Decaro – È una quota determinante per noi che siamo i principali investitori pubblici del Paese, con una capacità di spesa di gran lunga superiore a qualsiasi altro livello di governo: nel 2019, il 25% di tutte le risorse nazionali per le opere pubbliche l’hanno speso i Comuni. E addirittura nel 2020, quando tutto sembrava fermo per il Covid, i Comuni sono riusciti a incrementare la spesa per opere pubbliche del 20% in più rispetto al 2018”.
Il problema è essere messi nelle condizioni di fare bene questo lavoro: “Per spendere velocemente i 40 miliardi di euro del PNRR destinati ai Comuni, Anci ha proposto finanziamenti diretti e non intermediati, con la riduzione al minimo dei passaggi formali e burocratici per l’individuazione ed erogazione dei fondi. Il rischio sul quale si concentrano che concentra le nostre paure è quello delle intermediazioni ministeriali e regionali, che per esperienza moltiplicano i tempi e alzano ostacoli all’attuazione dei programmi”.
“Dobbiamo avere tutti davanti un cronoprogramma – ha insistito Decaro – entro giugno 2022 i ministeri titolari delle misure devono esaurire le procedure, siano avvisi o assegnazioni dirette ai Comuni ed entro dicembre 2023 i cantieri devono essere aperti. Ai Comuni non si potrà dire fra due e tre anni “esegui l’opera, sei stazione appaltante”, quando bisognerà già rendicontare le spese. I sindaci rischiano di restare, come al solito, con il cerino in mano”.
Quanto al problema del personale necessario a gestire programmi e risorse, il presidente dell’Anci ha chiesto “un deciso rafforzamento delle competenze amministrative legate agli investimenti”. “Ma sappiamo – ha aggiunto Decaro – che la carenza di personale nei Comuni è oltre il livello di guardia. Voglio ricordare a tutti noi che nei Comuni italiani sono in servizio complessivamente 361.745 dipendenti, mentre nel 2007 erano 479.233: una contrazione di 117.500 unità di personale che si traduce nell’aver perso un dipendente su quattro. Il reclutamento straordinario deve quindi riguardare tutti i Comuni, soprattutto quelli piccoli, e senza limitazioni o appesantimenti burocratici e autorizzativi”. “Rispetto a queste istanze ha concluso Decaro – il Governo, su nostra insistenza, sembra essere ricettivo”.
In chiusura, Decaro ha citato “le turbolenze e i fattori di instabilità” che segnano lo scenario politico nazionale, anche alla vigilia di “importanti scadenze del calendario politico-istituzionale”. “In questo quadro nazionale – ha concluso il Presidente dell’Anci – noi possiamo garantire che i Comuni, i Sindaci, continueranno a essere un punto di riferimento certo per i cittadini, per i lavoratori, per le imprese, per le famiglie. Noi ci saremo sempre e comunque. La rete dei Comuni, la rete dei Sindaci, forte anche della sua trasversalità politica sarà un elemento di stabilità e di protezione come è sempre stata in passato, in ogni fase della vita italiana, anche la più difficile. Con un compito in più questa volta: essere anche il motore del cambiamento”.

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