OFFICINE DI QUARTIERE, LA CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI RISPONDE ALLE POLEMICHE: “FACCIAMO CHIAREZZA SUI FATTI”

Nelle ultime settimane alcuni organi di stampa e dichiarazioni di esponenti ed ex esponenti della politica locale hanno diffuso ricostruzioni allusive sulle Officine di Quartiere. Ne sono nate polemiche e, in diversi casi, affermazioni non corrispondenti alla realtà, che rischiano di colpire la dignità di persone e realtà impegnate da anni per questa città.
La Consulta delle Associazioni di San Severo risponde con i fatti. Questo è il primo di una serie di comunicati con cui affronteremo, punto per punto, le questioni sollevate. Riteniamo doveroso intervenire per fare chiarezza, ristabilire la corretta rappresentazione dei fatti e tutelare la dignità del volontariato e del Terzo Settore cittadino.
La questione, però, non può essere affrontata soltanto attraverso polemiche e contrapposizioni.
Officine di Quartiere, una storia di rigenerazione urbana e partecipazione
Occorre partire dalla storia delle Officine, dal percorso che ne ha determinato la nascita e dalla funzione pubblica e sociale che questi luoghi sono chiamati a svolgere.
Dalla rigenerazione degli spazi alla rigenerazione della comunità
Le Officine di Quartiere nascono all’interno di percorsi di rigenerazione urbana finalizzati al recupero di immobili abbandonati, degradati o non più utilizzati e alla loro restituzione alla fruizione collettiva.
Tra gli spazi interessati rientrano l’ex mercato rionale del rione Luisa Fantasia, oggi Officina “Grazia Pepe”, la Galleria dei Celestini e lo spazio di via Cannelonga, oggi Officina “Luigi Minischetti”.
I lavori sono stati realizzati attraverso programmi e finanziamenti pubblici. Gli immobili sono e restano beni pubblici.
Ma la storia delle Officine non comincia con i lavori.
Prima della trasformazione fisica degli spazi vi è stato un percorso di confronto e coprogettazione tra amministrazione e Terzo Settore, al quale hanno partecipato associazioni e realtà del territorio.
Il contributo della Consulta e delle associazioni è passato attraverso tavoli pubblici, confronto con tecnici e professionisti, conoscenza dei bisogni del territorio e disponibilità di competenze maturate nel mondo del volontariato.
L’obiettivo non era semplicemente recuperare degli edifici.
Era fare in modo che quegli edifici, una volta recuperati, potessero diventare luoghi di incontro, relazione, solidarietà e partecipazione.
Questa è la ragione per cui parlare di rigenerazione urbana significa parlare anche di rigenerazione sociale.
Un immobile pubblico recuperato rappresenta un investimento per la città.
Un immobile pubblico recuperato e animato dalla partecipazione dei cittadini può diventare un bene comune realmente vissuto.
La partecipazione non è un elemento estraneo
Il coinvolgimento del Terzo Settore e della cittadinanza nei percorsi progettuali non costituisce una concessione successiva alla realizzazione delle opere.
È parte della stessa idea di rigenerazione: mettere in relazione il recupero materiale degli spazi con la capacità della comunità di utilizzarli e farli vivere.
Le Officine sono nate con questa finalità.
Per questo la Consulta ritiene necessario che, nel dibattito pubblico, non venga cancellata la storia che le ha generate né venga confusa la partecipazione delle associazioni con forme di appropriazione privata del patrimonio pubblico.
Le Officine non sono patrimonio di una singola associazione, di un gruppo politico o della Consulta.
Sono beni pubblici destinati alla comunità.
Proprio per questo il loro utilizzo deve essere trasparente, regolato e verificabile.
Ed è su questi presupposti che la Consulta intende affrontare anche le questioni sollevate recentemente.
La Consulta non si sottrae al confronto né ai controlli, ma chiede che la discussione parta dai fatti e dagli atti, e non da rappresentazioni allusive.
La Consulta delle Associazioni di San Severo continuerà a difendere il valore della partecipazione e del Terzo Settore, nella convinzione che tutelare il volontariato non significhi chiedere privilegi, ma pretendere che il suo operato venga valutato per ciò che realmente è e per ciò che concretamente produce nella comunità.
La Consulta delle Associazioni di San Severo
