
Anni fa, scherzando con lui, lo avevo pregato di provvedere, a suo tempo, ad un mio eventuale necrologio, essendo più anziano di lui, e quindi naturalmente predisposto a lasciare prima la vita terrena. Mai avrei pensato che sarebbe successo il contrario, e quindi tocca a me ricordare il carissimo e fraterno amico e collega docente e giornalista prof. Mario Bocola, immaturamente scomparso venerdì scorso 24 luglio.
Avrebbe compiuto ad ottobre prossimo 55 anni, era nato nel 1971, figlio unico, da Luigi Bocola e Soccorsa Russi. Diplomatosi all’Istituto Agrario “Michele Di Sangro”, scout presso la parrocchia di San Bernardino nel Gruppo Agesci San Severo 3 e poi nel Gruppo Agesci San Severo 1 presso i Salesiani di via San Giovanni Bosco, si era poi iscritto all’Università di Chieti, dove si laureò a pieni voti in Lettere Moderne, con una tesi su Luigi Capuana (il fondatore del Verismo), con il noto accademico prof. Gianni Oliva. Successivamente cominciò la carriera di docente precario, vinse il concorso a cattedra ed attualmente era in servizio presso l’Istituto Comprensivo “Palmieri-San Giovanni Bosco”di San Severo. Aveva anche aderito alla Cisl Scuola.
Persona mite, di grande educazione e rispetto nei confronti di tutti, è stato un attento studioso ed un vero “topo di biblioteca”. Ha coltivato molteplici interessi culturali, ponendo sempre al centro dei suoi interventi l’amore per la nostra città. Ricordiamo una sua recente battaglia contro l’esclusione del Teatro “G.Verdi”di San Severo dal novero delle strutture di pregio regionali (non esitò a sollecitare l’Amministrazione Comunale a protestare, scrivendo lui stesso una forte e vibrata “lamentatio” contro i vertici romani). Ancor prima, si era battuto affinché fosse citata, negli atti ufficiali, la intitolazione al cap. Willy Bocola (morto in guerra e suo parente), della Palazzina Liberty di piazza N. Tondi restaurata e consegnata alla fruizione culturale.
Avvicinatosi al giornalismo alla fine del secolo scorso, ha fatto parte della nostra redazione de “La Gazzetta di San Severo”, prima cartacea e poi anche online, distinguendosi per passione, competenza, serietà, impegno, costanza, in particolar modo in campo culturale, che gli era del tutto congeniale. Ma non disdegnava la cronaca e non trascurava i piccoli eventi degni di nota. E’ stato anche apprezzato Direttore Responsabile della testata, oltre che “firma” di punta ed opinionista qualificato.
Mario Bocola ha comunque dato il meglio di sé come uomo di cultura e come scrittore. Numerosissimi i testi pubblicati da ESSEDRICE, la casa editoriale del Gruppo, con studi dedicati, ad esempio, a personaggi come Giovanni Verga e Raimondo de Sangro. Circa dieci anni fa acquisì il Dottorato di Ricerca presso l’Università di Chieti e lavorò alacremente allo aggiornamento completo della bibliografia su Luigi Capuana e non esitò a recarsi in Sicilia per completare il monumentale lavoro, che resta il contributo accademico più importante agli studi sull’autore de “Il marchese di Roccaverdina”. L’opera, “La Bibliografia di Luigi Capuana (1968-2015)”, consta di 475 pagine e fu pubblicata dalla Casa Editrice Carrabba nel 2016. Il volume raccoglie gli studi critici sull’autore verista degli ultimi cinquant’anni, continuando la precedente fatica di Gino Raya.
E’ stato attivo anche nelle associazioni culturali locali. Membro sin dalla fondazione, come chi scrive, del Centro di Ricerca e di Documentazione sulla Storia della Capitanata, negli ultimi anni era anche entrato a far parte della Società di Storia Patria di Puglia, il cui presidente regionale è il prof. Pasquale Corsi, mentre quello zonale è il prof. Francesco Giuliani. Era anche confratello della Arciconfraternita del Rosario.
Ma soprattutto per la sua umanità sarà ricordato il carissimo Mario. Negli ultimi anni ha accudito con dedizione assoluta la madre non autosufficiente ritirandosi forzatamente in casa per assisterla amorevolmente sino alla sua morte, avvenuta nello scorso mese di gennaio. Era amico di tutti e cercava di essere vicino a tutti quelli che avevano bisogno di sostegno di vario genere, in particolare spendendo generosamente le sue energie in classe, dedicandosi ai suoi alunni.
Il suo sorriso bonario ci manca già terribilmente e sarà difficile, per la nostra comunità sanseverese, fare a meno della sua presenza competente, seria ed autorevole in un panorama generale che sembra andare, purtroppo, verso un’altra direzione.
LUIGI AMOROSO
