EventiPrima Pagina

IL BARBIERE DI SIVIGLIA INCANTA IL TEATRO VERDI: GLI STUDENTI TRASFORMANO ROSSINI IN UN TRIONFO DI EMOZIONI

Rivisitare un capolavoro assoluto del melodramma italiano come Il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini, affidando l’esecuzione e l’interpretazione agli studenti della scuola secondaria di primo grado e della scuola primaria, costituisce un’operazione culturale tanto affascinante quanto complessa. La messinscena sul palco del Teatro Verdi di San Severo non è stata, però, la classica recita scolastica: si è rivelata una vera e propria esplosione di talento che ha travolto e sorpreso il pubblico.

Dietro questo risultato c’è la grande passione e il lavoro di mesi dei Maestri Franca Martelli e Monica dell’Oglio, capaci di trasformare la preparazione in un’esibizione di altissimo livello. Un plauso d’onore va inoltre al regista Luigi De Nisi che con un attento lavoro di coordinamento ha saputo amalgamare ogni singolo elemento dello spettacolo, garantendo una fluidità e una tenuta scenica impeccabili.

Questo ambizioso progetto culturale nasce dal desiderio della Dirigente Scolastica, la Dott.ssa Valentina Ciliberti di “fare scuola oltre l’aula”, superando i confini della didattica tradizionale per proiettarla in un contesto di crescita vivo e laboratoriale. Una visione che si concretizzata grazie alle risorse stanziate dai fondi del PN 21-27, fondamentali per dare il supporto strutturale ed economico a un’esperienza formativa di così alto profilo. Durante il suo discorso di ringraziamento, la Dirigente ha affidato alla platea una bellissima metafora, l’idea dello spettacolo come un piccolo semino che, per germogliare e trasformarsi in una pianta rigogliosa, ha bisogno di un terreno fertile. Quel terreno fecondo è rappresentato dall’impegno di tutto il corpo docente e dall’entusiasmo travolgente degli alunni, una sinergia che ha reso possibile un successo così grande. La Dirigente Scolastica, Ciliberti, dalle colonne della Gazzetta di San Severo ha detto: «Abbiamo voluto allestire questo spettacolo per poter coinvolgere un numero maggiore di alunni di fasce di età diverse e di classi differenti con l’obiettivo di ciascuno, le loro attitudini personali e sviluppare lo spirito di socializzazione. È stato un lavoro faticoso che ha coinvolto numerose figure professionali della nostra scuola, che ci hanno permesso di raggiungere uno straordinario risultato». «Io sono orgogliosa – ha aggiunto la Dirigente – di rappresentare questo Istituto Comprensivo in cui ci sono docenti, personale e genitori che valorizzano l’importanza della collaborazione e dell’impegno».

Sul palco sono emerse individualità di rilievo, capaci di muoversi sulla scena con la disinvoltura dei veterani. Simone Campopiano ha vestito i panni del barbiere Figaro con una verve trascinante e un carisma da autentico mattatore, dialogando magistralmente con la Rosina di Fabiola Coppola, che ha saputo dare al personaggio una sorprendente mimica espressiva. Al loro fianco, la sensibilità e l’intensità di Vittoria Baraldi hanno dato il giusto spessore alla figura dell’innamorato Lindoro, mentre Luigi Iafelice ha interpretato un Don Bartolo esilarante, dimostrando una padronanza dei tempi comici rara per la sua giovane età. La furbizia del viscido Don Basilio ha trovato in Serena Papagno un’interprete puntuale e rigorosa, perfettamente supportata dalle performance di Anna Mennello nel ruolo di Berta e di Samuele Albanese nei panni di Fiorello, entrambi fondamentali nel dare equilibrio e dinamismo alle scene focali. A completare il quadro, il Notaio di Emanuele Riccioni ha sigillato finalmente l’amore travagliato di questo melodramma.

Il vero cuore pulsante di questo successo risiede però nella straordinaria prova collettiva offerta da tutti gli altri alunni che, pur senza ruoli solistici, hanno letteralmente illuminato la scena con la loro energia. Per tutta la durata dello spettacolo, l’opera è stata sostenuta dalle voci del coro, impeccabili per intonazione e partecipazione empatica, le atmosfere andaluse hanno preso vita grazie alle movenze eleganti e travolgenti delle Sevillanas del Gruppo Danza, capaci di portare sul palco il colore della Siviglia rossiniana, mentre la melodia e la precisione dei flautisti hanno saputo ricreare sfumature sonore uniche. Infine, l’esibizione dei ragazzi della body percussion ha accompagnato la trama melodica con delicatezza e rigore strumentale

La riuscita di questo evento dimostra la profonda coesione e lo spirito d’unione della comunità scolastica dell’IC Palmieri-San Giovanni Bosco. Al di là del valore artistico, questa esperienza assume una grandissima valenza educativa: calcare un palcoscenico così prestigioso ha una ricaduta decisamente positiva sulla motivazione degli studenti, stimola l’autostima e alimenta quel coinvolgimento attivo che è indispensabile per il successo formativo di ciascun ragazzo.

L’applauso caloroso del Teatro Verdi non è stato un semplice tributo di cortesia per un progetto scolastico, ma il riconoscimento sincero di uno spettacolo capace di emozionare e divertire come il teatro professionistico. Questi ragazzi, insieme ai loro mentori, hanno dimostrato che il teatro e l’opera lirica rimangono strumenti educativi insuperabili per accendere le menti e i cuori.

« Le théâtre n’est pas le pays du réel : il y a des arbres en carton, des palais de toile, un ciel de baillons, des diamants de verre, de l’or de clinquant, du fard sur la joue, du soleil qui sort de dessous la terre. C’est le pays du vrai : il y a des cœurs humains sur la scène, des cœurs humains dans la coulisse, des cœurs humains dans la salle. » V. Hugo

«Il teatro non è il paese della realtà: ci sono alberi di cartone, palazzi di tela, un cielo di stracci, diamanti di vetro, oro di bagnoro, belletto sulle guance, un sole che esce da sotto terra. È il paese del vero: ci sono cuori umani sulla scena, cuori umani dietro le quinte, cuori umani in platea».

Pulsante per tornare all'inizio