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DON LUIGI QUITADAMO, IL PRIMO PARROCO DELLA LIBERA: UNA VITA DEDICATA ALLA FEDE E ALLA COMUNITÀ

DON LUIGI QUITADAMO. Quest’anno ricorre l’80 esimo anniversario dell’Istituzione Parrocchiale Maria Santissima della Libera e San Sebastiano, eretta a Parrocchia il 7 Ottobre 1946, il primo parroco fu Monsignor Luigi Quitadamo. Qui di seguito un articolo scritto nel 1961, per ricordare questo parroco eccezionale che ha accompagnato la nascente comunità della Libera.
Don Luigi Quitadamo nacque a Torremaggiore (Foggia) il 5 febbraio 1879. Nel 1897 partì per vestire l’abito dei barnabiti a Roma, e qui, nella chiesa di San Carlo al Catenari, ricevette nel 1905, l’ordinazione sacerdotale.
Dopo brevissima permanenza in famiglia per poter celebrare la sua prima messa nel paese che gli aveva dato i natali, di trasferì a Napoli presso il collegio Bianchi dei Padri Barnabiti. Legato da un profondo affetto ai genitori e ai fratelli, nel 1915, onde permettere ad alcuni di questi ultimi di continuare gli studi, fece trasferire la famiglia a

Don Luigi Quitadamo

Napoli. Chiamato alle armi durante la guerra 1915/ 1918 prestò servizio come cappellano. Fu sempre apprezzato e ricercato ovunque per la sua parola facile, feconda e per l’ampia dottrina. Rivestì molti incarichi presso la Curia Arcivescovile di Napoli e fu poi nominato canonico dell’Alma Collegiata di San Giovanni Maggiore di Napoli. Rimase a Napoli fino al 1942 epoca in cui, a causa degli eventi bellici, fu costretto ad allontanarsene in luoghi meno esposti ai pericoli della guerra che infuriava anche nelle nostre terre.
Assunse la sua nuova dimora prima a Torremaggiore e poi a San Severo, dove S. E. il vescovo Orlandi gli conferì il possesso Canonico della nuova Parrocchia di S. Maria della Libera e San Sebastiano. Nel 1955 gli venne conferito il titolo di Canonico Onorario del Capitolo Metropolitano della Cattedrale di San Severo. Nello stesso anno celebrò le nozze d’oro sacerdotali con una memorabile festa religiosa ricevendo numerosissime attenzioni di stima e affetto. In questi ultimi anni, come sempre nel passato, non mancò mai di prodigarsi nel suo apostolato fino a quando la sua malattia che avanzava rapida lo costrinse a letto, ma anche allora, nonostante le terribili sofferenze, don Luigi cercò sempre di rendersi utile in tutti i modi fino al giorno della sua dipartita.
Si concluse così la vita di colui che aveva dato tutto sé stesso prodigandosi per la famiglia numerosa e per il popolo operando per il bene con spirito di abnegazione e di sacrificio. Tale è il retaggio lasciato a tutti assieme alla memoria che dal suo apostolato hanno le varie basiliche, i santuari, le chiese arcipretali e parrocchiali, gli oratori e i monasteri dell’Italia meridionale, attraverso gli esercizi spirituali e le sante missioni.
Articolo estrapolato dal mensile “LA FONTE DELLA CULTURA” direttore Michele Quitadamo. Anno XX Settembre-Ottobre 1961

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