DAL CAPOLAVORO DEL 1884 AL RESTURO DI CASTELLANETA: L’ECCELLENZA DELLA SARTORIA SACCO DI SAN SEVERO RESTITUISCE SPLENDORE ALLA MADONNA DEL ROSARIO

Quando la perizia artigiana incontra una profonda sensibilità, nascono opere capaci di travalicare i confini territoriali per farsi testimonianza viva di arte, devozione e cultura. È la storia della Sartoria Sacco di San Severo e del suo titolare, il Matteo Sacco, protagonista dell’imponente e atteso lavoro di recupero, durato circa due anni, dell’abito storico della Madonna del Rosario, venerata dall’omonima Confraternita di Castellaneta.
L’evento di presentazione del restauro alla comunità, tenutosi domenica scorsa 27 settembre, ha visto, tra gli altri, anche la partecipazione di Sua Ecc. Rev.ma Mons. Sabino Iannuzzi, Vescovo di Castellaneta, e del nostro concittadino Matteo Sacco, curatore ed esecutore dell’opera.
«Il lavoro di recupero delle vesti è stato lungo e faticoso, la veste è opera della celeberrima ricamatrice partenopea Giuseppa Trengia, datato 1884, ed è stato un privilegio per me lavorare su un simile capolavoro» – aggiunge Matteo Sacco – «Ma il merito più grande va a Serena Lasaracina, priora di questa congrega, e alla sua squadra magnifica. Occorre molto coraggio per affrontare un passo così importante in questo determinato periodo storico, tutt’altro che prospero. Quest’amministrazione ci ha creduto davvero, e ha portato a compimento questa difficile impresa. Non è affatto scontato. La Madonna, nel suo essere stasera così bella, così scintillante, non è un monumento a sé stessa: è un monumento alla devozione di queste persone per Maria, e di tutti coloro che, anche con poco, hanno contribuito di propria tasca al raggiungimento di questo traguardo tanto atteso e tanto importante.»
Un percorso durato due anni e maturato dopo decenni di attesa, come ha sottolineato la Priora della Confraternita del Rosario, Serena Lasaracina:
«Da anni notavamo lo stato di deterioramento dell’abito e ogni anno di più si faceva sempre più necessario e impellente correre ai ripari. Non è stata una decisione semplice per l’amministrazione di questa congrega, perché sull’abito non si interveniva da circa 70 anni e sapevamo che qualsiasi tipo di recupero sarebbe stato difficoltoso e oneroso. Abbiamo però avuto la fortuna di essere accompagnati in questo viaggio da un clero molto consapevole e fiducioso nel nostro operato, in particolare dal nostro vescovo e dal nostro parroco. Abbiamo scelto di affidarci alle competenze della Sartoria Sacco, che aveva già realizzato numerosi recuperi simili qui in Puglia, e credo fermamente che sia stata la scelta migliore. Dopo due anni finalmente abbiamo potuto ammirare la Madonna del Rosario con le sue vesti, tornate a splendere magnificamente. Con Matteo Sacco, titolare della sartoria, non è stato un incontro semplicemente professionale; anche lui viene dal mondo delle confraternite e si è instaurata subito una grande sintonia. È nato un bellissimo rapporto di amicizia e di stima reciproche.»
L’intervento non ha solo un valore estetico, ma risponde a una precisa visione di salvaguardia della memoria sacra, come sottolineato proprio da Mons. Sabino Iannuzzi, Vescovo di Castellaneta:
«Abbiamo appoggiato la confraternita nella sua scelta di restaurare una parte importante del suo patrimonio. L’abito della Madonna del Rosario non è mera estetica, è l’espressione della grande devozione che questa congrega nutriva e continua a nutrirle per la Vergine Maria. L’intervento di ripristino alla versione più vicina all’originale era doveroso: spesso si tende a preservare falsi storici, manufatti un tempo magnifici alterati da interventi posticci il più delle volte discutibili. Fortunatamente ciò non è accaduto in questo caso. Sarà ora compito dei confratelli del Rosario custodire questa preziosa testimonianza di fede e di amore per la Madre del Signore.»
«La bellezza rinnovata di Maria questa sera è motivo di profonda gratitudine verso tutti coloro che hanno reso possibile questo grande risultato. È stata scritta una pagina di storia importante per la confraternita, per la parrocchia e per tutta la comunità di Castellaneta. – il commento del Parroco don Roberto Pignatelli.
L’affermazione della Sartoria Sacco a Castellaneta dimostra quanto il territorio di San Severo – storicamente impregnato di arte, religiosità e bellezza archetipica – costituisca un terreno fertile per la nascita di sensibilità artistiche e professionali di altissimo livello. Essere immersi nella storia e nelle tradizioni secolari della propria terra permette a maestranze giovani e determinate di sviluppare una visione innovativa del fare impresa: un’imprenditoria che non dimentica il sapere manuale antico, ma lo eleva attraverso il rigore scientifico e l’amore per il patrimonio culturale. Una lezione di eccellenza di cui San Severo non può che andare fiera.
