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ROTARY CLUB SAN SEVERO: NEL GIORNO DELLA MEMORIA L’APPELLO A RESTARE UMANI TRA SHOAH E RESPONSABILITÀ DEL PRESENTE

Nel “GIORNO DELLA MEMORIA” la dr.ssa Antonella Corna ha fatto delle riflessioni sulla “SHOA’: IL DOVERE DI RESTARE UMANI – Imperativi etici e responsabilità contemporanee”, tema attualissimo alla luce degli sconvolgimenti epocali che stiamo vivendo.

Il Presidente, dr.ssa Wilma Ardisia, ha accolto soci e numerosi ospiti presso la sede sociale della “Masseria Torre dei Giunchi”, ricordando che la location nel corso del 2° conflitto mondiale è stata prima base aerea tedesca e successivamente alleata; da lì sono partiti i ricognitori americani che hanno “visto” Auschwitz e le aereofoto sviluppate nell’edificio “De Amicis” hanno rivelato al Mondo quelle atrocità.

Antonella Corna, poliedrica letterata/artista, ha posto all’uditorio la domanda: perché siamo qui? Forse per vedere e ricordare, e non dimenticare, cose più volte viste??? …la sua risposta: No! La verità è che noi non siamo qui per studiare il passato; siamo qui per interrogarci sul presente!

Parlare della Shoah oggi non serve a piangere i morti; serve a svegliare i vivi; serve a chiederci: Io oggi qui – proprio qui dove sono ora – a Torre dei Giunchi mentre partivano i bombardieri tedeschi, io chi sarei stato? Come avrei agito?

Dobbiamo capire che non siamo spettatori passivi di un documentario, ma che dobbiamo essere custodi attivi di un presente che somiglia al passato più di quanto vogliamo ammettere.

La Shoà è nata nel cuore dell’Europa colta, raffinata, accademica, industriale, moderna, quando una società intera ha smesso di vigilare sulla propria umanità; la domanda che dobbiamo porci oggi: quanto la nostra società del XXI secolo somiglia a quella?

Allora la società aveva sostituito all’etica l’estetica, aveva deciso che la cultura, e l’intero Mondo, non dovesse appartenere a tutti ma solo ad una razza superiore; dobbiamo chiederci: la forza del denaro e delle armi in questi giorni non sta facendo lo stesso???

Dobbiamo educare, ma direi più correttamente rieducare, le coscienze a non essere passivi, a non assopirci ma ad agire ciascuno nel proprio ambito.

Oggi che l’Algoritmo domina sovrano, ottimizzato sempre più per l’AI da ingegneri e analisti, ci accorgiamo – o dovremmo accorgerci – come lo stesso può diffondere messaggi d’odio, fake news o polarizzare le società fino alla violenza.

Dovremmo, o meglio dobbiamo, recuperare l’etica per non rischiare di precipitare nuovamente nella “banalità del male”; dobbiamo restare umani traducendo in scelte la nostra cultura, orientare la società e continuare a credere nell’Uomo.

Pier Carlo Pazienza

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