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GIOVANI, AFFETTIVITÀ E RELAZIONI: IL LAVORO EDUCATIVO CHE DEVE SOSTENERE L’AGENDA POLITICA – L’IMPEGNO DELL’ASSOCIAZIONE “GENTILEZZA È CULTURA” TRA MARINA DI LESINA E MARINA DI CHIEUTI CON LA COLONIA ESTIVA

In un tempo in cui il disagio giovanile si manifesta in forme sempre più evidenti – tra isolamento, bullismo, violenza relazionale e fragilità emotiva – deve essere tra le priorità dell’agenda politica, locale e nazionale, un’azione educativa strutturata, continua e condivisa. A lanciare con forza questo messaggio è l’associazione Gentilezza è Cultura, che nel corso dell’estate ha gestito un doppio intervento educativo, rivolto sia ai bambini che agli adolescenti, tra Marina di Lesina e Marina di Chieuti con l’organizzazione delle colonie estive del comune di San Severo.Due contesti, due fasce d’età, un unico obiettivo: offrire ai più giovani uno spazio sicuro dove imparare a conoscersi, a comunicare con rispetto, a vivere relazioni non violente, fondate sull’ascolto, sulla cura e sulla valorizzazione delle differenze. Un percorso costruito sul concetto di “gentilezza” non come gesto superficiale, ma come competenza sociale ed emotiva, chiave per prevenire il disagio e favorire l’inclusione.
“Lavorare con bambini e ragazzi non può essere più considerato un impegno a margine – dichiara Arcangela De Vivo, presidente dell’associazione –. Le fragilità che emergono oggi, se non vengono ascoltate e accompagnate, rischiano di trasformarsi in ferite profonde. Con questi progetti, abbiamo voluto offrire un’esperienza educativa forte, ma anche sollecitare la necessità di considerare la condizione giovanile una priorità vera, non solo a parole. Per questo bisogna puntare su interventi che siano strutturati dentro una strategia integrata e multilivello, promotori di alleanze educative stabili”.Il lavoro svolto a Marina di Lesina con i più piccoli ha puntato sull’educazione all’empatia, al rispetto reciproco, al gioco cooperativo, mentre a Marina di Chieuti, con gli adolescenti, si è andati più in profondità su temi come le emozioni, i conflitti, il consenso, il rispetto delle identità personali. In entrambi i casi, gli operatori hanno svolto un ruolo di osservatori attenti e mediatori affettivi, capaci di cogliere segnali, stimolare dialoghi, creare connessioni anche con le famiglie.
“Il nostro obiettivo – sottolineano gli operatori – non è solo quello di offrire un’esperienza estiva diversa, ma costruire un’alleanza educativa duratura tra territorio, scuola e famiglia. Solo così possiamo diventare sentinelle di disagio e promotori di benessere reale. Gli spunti e le cose emerse ci lasciano tanto su cui lavorare e soffermarci. In alcuni casi, sebbene inconsapevolmente, sono una critica alla società educante, al mondo “dei grandi”, che ha sbagliato visione, strategia, interventi.
Un esempio su tutti sta nella frase di un ragazzo “non sono gentile con nessuno perché nessuno è gentile con me”. Parole che sono pugni in faccia e che devono interrogarci tutti su quello che è il contesto, la società che viviamo e che abbiamo costruito e la necessità di pensare che vada assolutamente migliorata, cambiata”.
“Vi invitiamo” conclude la presidente Arcangela de Vivo “ a partecipare all’iniziativa di restituzione prevista per mercoledì 30 alle 19:00 presso l’officina di palazzo Celestini per conoscere ancora meglio il lavoro svolto e confrontarsi su questi temi. Perché investire sui giovani, oggi, significa costruire una società più sana, più equa, capace di cambiare il presente costruire futuro.”
