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CINQUE ANNI DI TALENTO E FUTURO: IL PREMIOTTO “VLADIMIRO DI GIUSEPPE” CELEBRA L’ECCELLENZA SCIENTIFICA AL “CHECCHIA RISPOLI-TONDI” DI SAN SEVERO

Cinque anni possono bastare per dimostrare che un’idea ha messo radici, ma non sono ancora sufficienti per considerare concluso un percorso. Il Premio “Prof. Vladimiro di Giuseppe”, nato per ricordare un docente e, attraverso la sua memoria, incoraggiare le nuove generazioni allo studio delle discipline scientifiche, ha raggiunto il primo importante traguardo del suo cammino. E proprio la quinta edizione, celebrata al Liceo Scientifico e Classico “Checchia Rispoli-Tondi” di San Severo, ha mostrato quanto quel progetto abbia ancora spazio per crescere. La cerimonia ha avuto come protagonisti gli studenti che nel corso dell’anno scolastico 2025/2026 si sono distinti nello studio della matematica e della fisica, discipline che rappresentano il cuore della borsa di studio intitolata al professor Vladimiro di Giuseppe. Ad aprire l’incontro è stata la Dirigente scolastica del Liceo, Prof.ssa  Antonia Sallustio, che ha sottolineato uno dei risultati più significativi conseguiti recentemente dall’Istituto: la partecipazione alla finale nazionale delle Olimpiadi della Matematica. Un risultato che ha consentito al “Checchia Rispoli-Tondi” di collocarsi tra i primi cento licei d’Italia nella competizione e che ha rappresentato un motivo di orgoglio non soltanto per la scuola, ma per l’intera comunità sanseverese. Il Premio ha quindi individuato anche quest’anno gli studenti che si sono particolarmente distinti nel percorso scolastico. Per il Triennio, il riconoscimento principale è andato a Giuseppe D’Antuoni, della classe 5ª B, mentre per il Biennio è stata premiata Sara Schiavone, della 1ª A. Accanto ai due vincitori, sono stati premiati per il Triennio Loris Spadaccino, Giorgia Maiorino, Pietro Pio Ciavarella, Valentina Masucci e Sara Prattichizzo. Per il Biennio il riconoscimento è andato invece a Matteo Stella e Francesco Colio. La giornata ha offerto anche l’occasione per parlare concretamente di matematica e di competizioni scientifiche. Sono intervenuti infatti Pietro Pio Ciavarella, Francesco Mogavero e Francesco Russi, componenti della squadra del Liceo che ha conquistato l’accesso alla finale nazionale delle Olimpiadi della Matematica. La loro esperienza ha dato un volto concreto a quella che, spesso, viene considerata una materia difficile e distante dalla quotidianità: dietro i risultati ci sono preparazione, esercizio, curiosità e soprattutto la capacità di mettersi alla prova. Un riconoscimento particolare è stato rivolto anche al professor Pierluigi Modola, responsabile tecnico del Premio e figura di riferimento nella preparazione degli studenti che partecipano alle competizioni di matematica e fisica. Alla cerimonia era presente anche il professor Pasquale Marco Romano, già dirigente del Liceo, che nel suo intervento ha richiamato l’importanza dello studio e della conoscenza delle discipline STEM in una società nella quale tecnologia e innovazione hanno assunto un ruolo sempre più centrale. Tra i momenti più legati alla memoria del docente cui il Premio è dedicato, quello affidato al professor Angelo Ciavarella, che negli anni Settanta fu allievo di Vladimiro di Giuseppe. Il suo intervento ha riportato al centro della giornata la figura di un insegnante ricordato per un metodo di insegnamento pragmatico, concreto e orientato alla comprensione dei problemi. Ed è proprio questo il significato più profondo dell’iniziativa: non limitarsi a ricordare una persona, ma trasformare quel ricordo in un’opportunità per gli studenti di oggi. La memoria, in questo modo, non rimane ancorata al passato, ma diventa uno strumento per costruire il futuro.  Ora la sfida è quella di continuare a farla crescere, coinvolgendo sempre più studenti e rafforzando il rapporto tra scuola, territorio e cultura scientifica. Perché premiare chi studia non significa soltanto riconoscere un risultato già raggiunto. Significa anche dire agli studenti che l’impegno, la curiosità e la passione per la conoscenza hanno un valore. Ed è probabilmente questo il modo più concreto per mantenere viva, anno dopo anno, la lezione di un professore che ha lasciato il segno nella scuola sanseverese.

red

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