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AGRICOLTURA TRA CRISI E BUROCRAZIA: LA CIA CAPITANATA A FIANCO DELLE IMPRESE A SAN SEVERO

SAN SEVERO (Fg) – Quello attuale è un momento particolarmente critico per le imprese agricole. Ai problemi che riguardano l’aumento dei costi di produzione, la crisi di settori cruciali come la cerealicoltura, l’olivicoltura e il vitivinicolo, si aggiungono le difficoltà di reperire manodopera e quelle create dal dover gestire vincoli, burocrazia e i continui cambiamenti inerenti a norme e procedure su assunzioni, formazione e sicurezza di lavoratrici e lavoratori. Per questo motivo ieri, mercoledì 29 luglio, la CIA Agricoltori Italiani di Capitanata ha organizzato un incontro per far dialogare direttamente le imprenditrici e gli imprenditori agricoli con due esperti, gli ispettori del lavoro Mattia Suriano e Michele De Finis. L’incontro si è tenuto a San Severo, nell’ampia sala della Palazzina Liberty. Gli interventi sono stati coordinati da Nicola Cantatore, direttore di CIA Capitanata, mentre le conclusioni sono state affidate a Rino Mercuri, presidente provinciale dell’organizzazione.

SEMPLIFICAZIONE. “Urge semplificare le procedure, la burocrazia, con la sua mole di carte, scartoffie, adempimenti, influisce pesantemente, diventando un ‘lavoro nel lavoro’ su cui impiegare e perdere tempo e risorse” ha spiegato Mercuri. “Per questo motivo abbiamo inteso mettere in contatto diretto le imprese agricole con i professionisti a cui spetta il compito di monitorare, controllare e indirizzare le aziende verso una gestione corretta di tutti gli aspetti che riguardano il benessere delle lavoratrici, dei lavoratori e degli stessi titolari delle realtà produttive del comparto”.

Soddisfatto Nicola Cantatore, direttore provinciale di CIA Capitanata: “La sala era gremita, a dimostrazione di quanto sia avvertita la necessità di una maggiore informazione sulle tematiche del lavoro, della formazione e della sicurezza. Occorre un dialogo più proficuo e continuo. Da una parte, è necessario che le enormi difficoltà affrontate dagli agricoltori trovino risposte certe e che le imprese agricole siano sostenute da un sistema più agile. Dall’altra, è fondamentale che gli sforzi degli imprenditori agricoli vengano premiati con regole capaci di contemplare il bene supremo e irrinunciabile del benessere dei lavoratori con la possibilità, da parte delle imprese, di essere accompagnate lungo un percorso virtuoso di gestione dei rapporti di lavoro e delle misure sulla sicurezza”.


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Francesco Quitadamo

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